storie di immagini perse e poi ritrovate

Tuesday, June 22, 2004

Recuperi - 2



Un giorno stai vedendo Sky e scopri che Mario Bava ha girato un film chiamato Semaforo rosso. Massì, vediamocelo. Eppoi scopri che dietro sto titolo non c'è nient'altro che il famoso Cani arrabbiati, a.k.a. Wild Dogs, a.k.a. l'ispiratore di Le iene (Reservoir Dogs), ecc. ecc. (consultare la filmografia baviana per accattarsi tutte le edizioni, oppure seguire i consigli degli espertoni).
E rimani deluso, un po' perché la pompa sul grande Mario negli ultimi tempi sta diventando insostenibile (ci manca solo che lo paragonino al divino Fellini e avremo completato il cerchio). Un po' perché, a parte qualche divertente trucidata qua e là, non si va aldilà dell'exploitation nostrana anni '70. Pulp quanto vogliamo, ma senza grossa grazia: ovvero proprio quello che ammiriamo di più nel suo talentaccio.
Le star, per una volta, gli attori:
violentissimo e contrastato 'Bisturi' Don Backy
porcellone e viveur 'Trentadue' (cm?) George Eastman
+ un grande Riccardo Cucciolla: un'interpretazione hopkinsiana

Ghiribizzo puerile

Se anche voi siete brutti sporchi cattivi, ma soprattutto invidiosi, questo è ciò che fa per voi. Che virtual-giustizia sia fatta!

Recuperi - 1



Altro giro, altra corsa. Altro attore che passa alla regia, altro film che zoppica inseguendo registri poco controllati. Confessioni di una mente pericolosa (Confessions of a Dangerous Mind) ha un copione così stratificato (firmato dal mad doctor Charlie Kaufman: una sua utile intervista here) che si adatta poco a chi non ha uno sguardo ancora ben delineato.
Ciò che puntualmente accade col Giorgino nostro: divertito con baffi e pomata a troneggiare per onor di firma, pronto a garantire una luminosa passerella di amichevoli comparsate tra Brad, Julia e Matt, si dimentica di dar un corpo deciso al film, che sballonzola tra l'estetica da gioco a premi (Abbasso l'amore (Down with Love) docet) e quella da thriller dell'assurdo.
Che, se ci pensiamo bene, è la specialità del Kaufman di cui sopra.
Definitivamente: un'opera buffa di medio cabotaggio da spartire tra costui e il sempre valido Newton Thomas Siegel.

Monday, June 21, 2004

sparsi nel weekend

scoperti, rivisti, adocchiati:

su RaisatCinemaWorld, apprezzo il benemerito La carne e l'anima (Léon Morin, prêtre) del grande Jean-Pierre Melville. Un film coraggioso, oltre che intimamente 'religioso', in cui il prototipo della storia d'amore impossibile si sposa con temi quasi anarchici per l'epoca (il prete-'comunista', la religione discussa in sé, la masturbazione [!!??]). Grande fotografia (dalle parti dell'espressionismo) di Henri Decae, ottimo tutto il cast.

su cassetta (ma registrata da RaisatCW), rivedo l'emergente George Washington di David Gordon Green, e ne recupero la grande aura vitale. Ho avuto già modo di dilungarmi (qui) sul secondo lavoro (apprezzarne here il sito musicato), più maturo dal punto di vista della messa in scena, meno florido in quello della scrittura. Ma già nel suo primo lungo DGG dà prova di una grande facilità di dialogo e costruzione di situazioni, con una cifra autoriale già ben definita dalle parti della tenera dolcezza. Sono film soffici, anche se non necessariamente accoglienti.

su Sky, adocchio il catastrofico The Core, così banale da produrre un'inedità consonanza d'opinioni tra me e FDG. Come è riscontrabile in tutto il contemporaneo genere salviamo-la-terra-dall'estinzione (almeno da Armageddon in giù), il divertimento lo si trova nella selva di caratteri a disposizione: l'informatico pazzo (occhio alla somiglianza con Steve Coccia), lo scienziato bingobongo (grande Delroy Lindo), il matematico con parrucchino. Stendere velo pietoso sul resto.

in ritardo..

..i campioni Nba 2004: Detroit Pistons

Sunday, June 20, 2004

Una bellezza che lascia scampo

Come in parte segnala questa foto (come dire: colore su colore!!!), Valeria Bruni Tedeschi è davvero una bella donna: ricordo che durante la visione al cinema de La parola amore esiste (nota a margine: è incredibile che all'epoca un giovane della provincia di Roma sia andato di sua spontanea volontà a vedere un siffatto piccolo-film-italiano!) me ne invaghii quasi implicitamente, innamorandomi di un film che rivisto più tardi in Tv mi fece un'impressione senza dubbio inferiore.
Non la bellezza conclamata, ma l'ambiguità: mi spiego il suo fascino nel contrasto che vive il corpo, florido, accogliente, quasi voluttuoso se assecondato da un consono abbigliamento (vedasi L'inverno, in cui è letteralmente succosa), e il viso, la cui stortura attoriale impone a volte una meschinità che lambisce la bruttezza. Una buona attrice in ogni caso.

Perché fare un film, diventare regista? Fondamentalmente per regalarci due ore di autopsicanalisi pubblica, ma anche di ironia francesina, rilettura degli usi&costumi borghesi, ammiccamento sulle convenzioni sociali e non. Che bello: sotto l'ala protettiva degli augusti natali (Mimino Calopresti, il cui residuo fenotipico è auscultabile tramite la paterna voce del prete-confessore, e Paulo Branco, complice ideale laddove si voglia la lentezza esasperata e senza compromessi) non si disdegna il bersaglio grosso!
Peccato che dopo un primo tempo di lenta e scalcagnata paccottiglia simil-portoghese, non rimanga che farsi qualche risatina per le pazzie varie inserite senza vergogna. Pochissimo.
Il povero Pietro dirà che sono cattivo, cinico, crudele e prevenuto (CCCP). Ma E' più facile per un cammello.. (Il est plus facile per un chameau..) è davvero un oggetto difficilmente sopportabile, estenuante e anche un po' inutile. Qualche scampolo di bel gioco, il resto lo buttiamo al cesso.

Top 3 cose bruttebruttebrutte:
1-la tinta dell'Herlitzka anni '60
2-l'italiano froscesco di Laurent Wilson
3-lo sguardo da triglia di Jean-Hugues Anglade

Monday, June 14, 2004

4 stagioni

Un buon Kim Ki-duk per ravvivarci la giornata. Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera (Bom, Yeo-reum, Ga-eul, Gyeo-ul, geu-ri-go Bom) ha tutti i canoni del suo cinema, anche se qualche fan arriccia il naso per la mancanza di succulente ultraviolenze. A noi invece basta qualche sequenza (il bambino-torturatore, il ritorno violento del giovane monaco, l'intaglio-coloritura del tempio, il buddha che guarda da lontano) per ritrovare gli stessi elementi che animano la sua carriera precedente. Nonostante l'intervista, più d'esportazione rispetto agli altri suoi lavori; ma con grazia.

Sunday, June 13, 2004

Facce da Schiaffi - vol. 5


una donna (!?) tra tanti animali. Il consiglio è di non abusarne: potrebbe iniziare la lunga storia di un simpatico omuncolo valdostano...
Nome: Manuela
Cognome: Tempesta
a.k.a.: our pornostar
ruolo nella Sceneggiatura F.C.: pon-pongirl destra
da grande scriverà una sceneggiatura per: chiunque la pagherà profumatamente
il suo primo film: "Manueeeelaaaa", film a metà tra l'autobiografia e la riduzione di una celebre telenovela anni '80
la frase:
dice di sé:
dice di Marco Muller: "Certo, anche un grande produttore. Ma senza i suoi yogurt come potremmo andare avanti tutti noi?"
dice di Pierpaolo Pinto: "Ogni volta che lo vedo sento che mi si muove qualcosa di solido, dentro. Cosa sarà?"
dice di Giuseppina Campari: "Nonostante mi abbia stracciato durante la kermesse di Miss Barbarano non le serbo rancore"
 Posted by Hello

intervallo

Essendo materia lontana dalle mie modalità d'esperienza, di solito non mi piace dar spazio alla politica. Ma questa non è politica, è comicità pura al 1000%!!!
ps: solo per palati forti

Saturday, June 12, 2004

Facce da Schiaffi - vol. 4


Quiz settimanale: l'uomo immortalato nella foto sta:
a) dicendo perdindirindina;
b) cantando 'a vincé-li morté;
c) gridando ouch in seguito a una scivolata di Chiara, donna visibile sulla sinistra?
al primo che indovina: un autografo originale con dedica di Pierpaolo Pinto
Nome: Emiliano
Cognome: Corbianco
a.k.a.: Cor...
provenienza: Montefiascone
ruolo nella Sceneggiatura F.C.: Terzinaccio à la Burgnich
da grande scriverà una sceneggiatura per: Stanley Kubrick (che dall'alto dei cieli gli dirà: "a Emilià, passa da Ridley Scott e vedi se è libero..")
il suo primo film: "Full Metal Carpet", oppure "L'albero dei Fichi" (un cross-over tra L'albero del male di WF e La mazurka del Barone... di PA)
la frase: "e adesso rivediamolo ancora" [il replay del 3-0 infilato sotto al sette del sottoscritto...grrrr]
dice di sé: "so' troppo figo"
dice di Marco Muller: "Non mi è stato mai simpaticissimo, ma ho iniziato a odiarlo quando Pierpaolo mi ha rivelato che è il figlio illeggittimo di Gerd Muller".
dice di Pierpaolo Pinto: "Il suo talento di produttore è innegabile. Guardate cos'è riuscito a fare con Radio West"
dice di Giuseppina Campari: "Il suo fascino tonitruante mi ha stregato. Non riesco a resisterle. Giuseppina te amooooooo"
 Posted by Hello

come riempire la settimana



A Barbarano e dintorni la sera non c'è molto da fare: ottimo utilizzare il proprio tempo per recuperare titoli tramite l'amichevole contenitore televisivo.

Giovedì sera adottato per beccarsi tra capo e collo l'ottimo, funereo il Casanova di Federico Fellini, messa da requiem al gallismo italico costruita sul negativo della magniloquente retorica felliniana. Un elogio dell'ombra in cui si trovano i colori, gli svolazzi, le trovate grottesche e al limite del pecoreccio del Fellini glorioso, tutte intrappolate dentro un brillantissimo e opprimente set cinematografico (Cinecittà che si trasforma in laguna-Venezia-Parigi-Londra-Roma). Stordente lavoro fotografico di Giuseppe Rotunno, ipnotica ed estranea la musica di Nino Rota. Con una magnifica e dolente prestazione di Donald Sutherland, per l'occorrenza munito di Mastroianni's touch (apprezzare contributo foto per credere).

Venerdì sera improntato alla scoperta di Straziami, ma di baci saziami, solida commedia all'italiana di Risi padre datata 1966 in cui già però si respira la deriva fotografico/tematica degli imminenti seventies. Sceneggiatura tintinnante di Age&Scarpelli, grandi attori (quadrato Nino Manfredi, bona Pamela Tiffin, semplicemente geniale la caratterizzazione di Ugo Tognazzi), regia diligente del mitico Dino. Un testo perfetto, da studiare senza vergogna per imparare tutti i segreti del buon cinema industriale.

cronenberghianità

Quando le infos mi arrivano così sgocciolose la pressione diventa quasi insopportabile...

Tuesday, June 08, 2004

Still Recuperabilia



Serata da lunedìfilm trascorsa con Eliminate Smoochy (Death to Smoochy) sulle pupille.
Ma come? Anche tu convertito ai film per bambocci?
Mah, veramente sono stato traviato dai lusinghieri consigli di chi ne sa(peva) un po' di più, designandolo come film stricly adult. L'apporto non è eccezionale, anche perché la regia caracollante di De Vito non dà spazio a tutte le (buone) battute della sceneggiatura, preferendo qualche inutile ghirigoro di messa in scena per mostrare le aulenti faccine del suo super-cast. Catherine Keener e Edward Norton (nel suo versante peggiore: quello da tenerone) saranno anche molto graziosi e modaioli, ma con la comicità di finezza che occhieggia al demenziale c'entrano veramente zero.
Da vedere anche solo per la strepitosa performance di Robin Williams in un ruolo da supercattivone che poi si redime.

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